| Azzanese, crescita costante sulla scia di Scartezzini |
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Sessantaquattro anni di storia non sono cosa da poco. Un lungo diario scritto dalla passione, dai racconti, episodi, soddisfazioni e a volte amarezze di chi ama la bicicletta. Una storia scritta dai tanti ragazzini che hanno indossato la casacca di una delle società più datate del nostro ciclismo, l'Azzanese.
Ed è proprio per la passione per le due ruote che il presidentissimo dell'Azzanese, Graziano Mazzi da 29 anni è al timone della società di Castel d'Azzano. Un amore condiviso e ripagato dai tanti successi che i suoi ragazzini gli hanno regalato in una stagione davvero magica. «Devo dire grazie a tutta la squadra degli juniores nessuno escluso - ha spiegato con un pizzico di malcelata emozione il presidente - ma mi sia concesso di ringraziare in modo particolare Michele Scartezzini. Un corridore che nonostante le pressioni e le proposte più che allettanti di altre società, ha scelto di rimanere nella grande famiglia dell'Azzanese. Un grazie di cuore soprattutto per aver esaltato con tanti sacrifici i nostri colori sociali regalandoci emozioni a non finire con il primo posto ai campionati regionali su strada. Grazie per averci regalato tante emozioni e soddisfazioni con la medaglia d'oro ai campionati italiani su pista nell'inseguimento a squadre, grazie per il terzo posto nella classifica finale e miglior giovane al "Giro della Lunigiana". Grazie di cuore per la medaglia d'argento che hai ottenuto agli Europei su pista e per aver indossato la maglia azzurra ai mondiali di categoria». «Ma un grazie di cuore va anche - ha aggiunto il presidente - a tutti i ragazzi, dal più piccolo al più grande, dal più bravo al meno bravo perché un buon padre di famiglia non fa distinzioni in figlio e figlioccio e l'Azzanese è una grande famiglia che di generazione in generazione ha educato i propri figli all'insegna dello sport che è divertimento, impegno, disciplina, sano agonismo, ma soprattutto lealtà e rispetto di sé stessi e del prossimo. Chi perde davvero non è chi arriva ultimo nelle gare, ma chi resta a guardare e non prova a mettersi in strada». Alla festa c'è stato modo anche di ricordare con un minuto di raccoglimento Guglielmo Venturini che si è spento da poco. L'ultimo dei soci fondatori di una società sana che nonostante i tanti problemi di una crisi economica che pesa come un macigno soprattutto sull'attività sportiva è ancora capace di mettere in bici tantissimi ragazzini. «Il momento che stiamo attraversando non è dei migliori - ha detto Mazzi - le spese che l'Azzanese deve sostenere sono sempre in aumento ma finché abbiamo nelle nostre file dei sostenitori che credono ancora nello sport del ciclismo questi problemi non ci toccano. E per questo che la mia riconoscenza va a tutti i soci e gli amici che mi sono sempre stati vicini. Persone appassionate che sono stati e saranno di stimolo per andare avanti e di comprensione e di conforto nei momenti difficili». Alla festa, iniziata come da tradizione con la partecipazione alla messa celebrata dal parroco don Antonio, erano presenti il presidente regionale della Fci Bruno Capuzzo, il vice Giorgio Furlan, il presidente provinciale Gianluca Liber, il responsabile tecnico regionale della pista Chemello, il sindaco di Castel d'Azzano Franco Bertaso, l'assessore allo Sport Massimiliano Liuzzi, il comandante di Carabinieri Maresciallo Mario Lodde, il presidente AVIS di Castel d'Azzano Ferron. Un particolare ringraziamento da parte del presidente è andato all'instancabile Serafino che da sempre è l'anima della società e all'amico e sostenitore Luigi Vantini Luigi. |


